Louis Ducros ad Ariano nel 1778

Un Grand Tour olandese nelle immagini di Louis Ducros, 1778…..

“Il Tour forse più interessante che si possa fare in Europa”

L’esistenza degli acquerelli e dei disegni nei quali Louis Ducros nel 1778 riprodusse decine di città,villaggi,vedute artistiche e monumenti archeologici dell’Italia meridionale, è dovuta agli olandesi Nicolaas Ten Hove, Williem Carel Dierkens e Willem Hendrik van Nieuwerkerke,ed infine l’inglese Nathaniel Thornbury. La grande collezione di acquerelli e disegni – conservata oggi ad Amsterdam – che illustra i luoghi del lungo viaggio, è già di per sé un’esauribile fonte di informazioni su come l’Italia dei ‘Grand Tour’ veniva vista dai viaggiatori nordici. Per meglio approfondire la conoscenza del ‘tour’ italiano, occorre ritornare all’esordio di un viaggio, che, in certe sue fasi ebbe anche un decorso assai complesso e spesso imprevedibile…

Nel gennaio 1778 dall’Aia partono due gentiluomini, Dierkens e Nieuwerkerke. Inizialmente la meta finale doveva essere la Francia meridionale, dove Dierkens contava di guarire da un male che lo affliggeva da alcuni anni. Giunti a Marsiglia matura l’idea di proseguire il viaggio in Italia. I due si uniscono così a Nicolaas Ten Hove per intraprendere ‘il Tour forse più interessante che si possa fare in Europa’.  Lasciata Livorno,passando per Pisa, Firenze, Siena e Ronciglione giungono a Roma. Qui li attende Ten Hove, Thornbury e l’artista svizzero Louis Ducros. Dopo un paio di giorni di preparativi ha inizio il viaggio.

Gli acquerelli e gli schizzi di Ducros illustrano il percorso seguito, i monumenti visitati, i mezzi di trasporto utilizzati, gli spesso miseri alloggi, le faticose ascese dell’Etna, l’ingaggio dei marinai, i contatti con le popolazioni locali. Dalle fonti scritte – naturalmente il diario di viaggio in primo luogo – ci giunge una ricca messe di ulteriori informazioni sul tour. Tra gli acquerelli giunti fino ad oggi, uno rappresenta la ‘Veduta di Ariano, di un monumento antico denominato Ara di Giano & della fortezza diroccata’ .  Non fu un’impresa facile salire ad Ariano Irpino, sui monti a est di Napoli. Nella guida di Riedesel si affermava che il paese non offriva niente di speciale, e che i suoi abitanti per lo più erano banditi “decisi a tutto”. Fu così che il gruppo, nel lasciare questa località, decise di farsi scortare da alcuni cavalleggieri del Re di Napoli.

Oggi la situazione della città di Ariano Irpino è decisamente cambiata: i circa 25.000 abitanti animano questa località che ha vissuto un passato ricco di storia e tradizioni.

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